Questo giorno è dedicato alla preghiera per coloro che sono morti nella fede cristiana. Non riguarda la biografia di un santo, ma una memoria liturgica collettiva, fondata sulla comunione dei santi, sulla speranza della risurrezione e sulla preghiera di suffragio.
La parola suffragio deriva dal latino suffragium (letteralmente erano i frammenti di coccio usati per votare). Nell’antichità indicava il voto o il sostegno dato a un candidato. In senso spirtuale, è come un voto, una “raccomandazione” a favore di qualcuno. Il suffragio è un sostegno o un’intercessione con cui i vivi “raccomandano” un defunto alla misericordia di Dio, affinché sia purificato dalle pene temporali dei peccati ed ammesso alla visione di Dio in Paradiso. Le forme principali di suffragio sono: la Messa di suffragio;le opere buone e le preghier; le indulgenze applicabili ai defunti “per modum suffragii”. Si tratta di un gesto fondato sul dogma della Comunione dei Santi, il legame spirituale che continua a unire i membri della Chiesa ancora in vita con quelli defunti.
La preghiera per i defunti è attestata nella tradizione cristiana antica, mentre la collocazione stabile della commemorazione il giorno successivo a Tutti i Santi si affermò nel Medioevo, soprattutto attraverso l’iniziativa dell’abate Odilone di Cluny e la diffusione delle consuetudini monastiche. La celebrazione unisce la memoria delle persone scomparse alla professione di fede nella vittoria pasquale di Cristo sulla morte. Nella liturgia romana occupano un posto centrale l’Eucaristia, la proclamazione delle Scritture e l’intercessione per i defunti. La ricorrenza ha inoltre influenzato profondamente la cultura europea, le pratiche di sepoltura, la visita ai cimiteri, l’arte funeraria e le forme comunitarie del ricordo, senza identificarsi semplicemente con una giornata civile dedicata alla memoria dei morti.