XXX Settimana T.O.
II settimana del salterio

Frase del giorno
“
Il dubbio cresce con la conoscenza”

Settimana n. 44/52
303° giorno calendario gregoriano;
62 a fine 2026

† colle San Felice, Verona, 21 novembre 622
E’ ricordato tra i vescovi di Verona del VII secolo, nel periodo in cui la città apparteneva al regno longobardo. La cronotassi ecclesiastica tradizionale colloca il suo episcopato tra il 612 e il 622. Il suo nome è trasmesso da antichi repertori episcopali e liturgici veronesi, mentre la narrazione della vita insiste soprattutto sul ritiro in solitudine sui monti delle Saline, sulla penitenza e sulla morte avvenuta durante il ritorno verso la città. La documentazione non consente di considerare accertati tutti i particolari di questi episodi, né di stabilire se egli avesse formalmente rinunciato al governo diocesano. Il culto, radicato nella memoria ecclesiastica locale, è collegato anche alla chiesa di Santo Stefano e alle tradizioni del colle San Felice. Dal 1961 la sua commemorazione rientra nella celebrazione comune dei santi vescovi veronesi, fissata al 30 ottobre. La sua figura unisce pertanto una collocazione nella successione episcopale a una tradizione agiografica di carattere ascetico.

Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa. Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole. (Lc 14,1-6)