XXXI Settimana T.O.
III settimana del salterio

Frase del giorno
“
La cura per ogni cosa è l’acqua salata: sudore, lacrime o il mare”

Settimana n. 45/52
310° giorno calendario gregoriano;
55 a fine 2026

Gallia, inizio VI sec. – Limoges, 6 novembre 545 ca.
E’ un eremita venerato nel Limosino francese, tradizionalmente collocato nel VI secolo e commemorato il 6 novembre. La sua fama medievale fu eccezionale: invocato soprattutto per la liberazione dei prigionieri, divenne anche protettore delle partorienti e, in diverse regioni europee, degli animali domestici. La biografia tramandata lo presenta come nobile franco vicino al re Clodoveo, discepolo di san Remigio e fondatore di un insediamento religioso presso Noblat; questi particolari, però, compaiono in racconti agiografici redatti molti secoli dopo l’epoca attribuita al santo e non sono verificabili come eventi contemporanei. Ben più solida è la storia del culto, attestato con chiarezza dall’XI secolo, quando Noblat divenne un centro di pellegrinaggio e si sviluppò la grande collegiata destinata a custodirne le reliquie venerate. Il suo nome si diffuse lungo le vie di pellegrinaggio e attraverso confraternite, dedicazioni e racconti di liberazione, lasciando un’impronta profonda nella religiosità dell’Europa medievale.

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce». (Lc 16,1-8)