XXX Settimana T.O.
II settimana del salterio

Frase del giorno
“Siamo sostituibili in ciò che facciamo, non in ciò che siamo
”

Settimana n. 44/52
299° giorno calendario gregoriano;
66 a fine 2026

Piacenza, circa 1165 – Pavia, 16 dicembre 1229
Fu un ecclesiastico piacentino della seconda metà del XII e dell’inizio del XIII secolo, appartenente con ogni probabilità alla famiglia Scotti, una delle casate emergenti della Piacenza comunale. Formatosi tra i canonici regolari di Sant’Eufemia e probabilmente a Parigi, si affermò come predicatore, teologo e uomo di governo ecclesiastico. Eletto vescovo di Piacenza nel 1210, non ricevette tuttavia la consacrazione episcopale e governò la diocesi come vescovo eletto fino al trasferimento a Pavia. Nel 1216 fu consacrato da Onorio III e divenne vescovo di Pavia, dove svolse per tredici anni un’attività pastorale e politica strettamente legata alle complesse relazioni tra Chiesa, Comune, papato e Impero. Intervenne nelle controversie cittadine, cercò di favorire la riconciliazione tra Piacenza e Pavia e si occupò della disciplina del clero e della riforma degli enti ecclesiastici. Morì a Pavia il 16 dicembre 1229. Il suo culto, riconosciuto precocemente, ebbe una particolare ripresa nel XVI secolo, quando le sue reliquie furono trasferite nella nuova cattedrale e il suo nome entrò nel Martirologio Romano.

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». (Mt 22,34-40)