XXXI Settimana T.O.
III settimana del salterio

Frase del giorno
“
La felicità della tua vita dipende dalla qualità dei tuoi pensieri”

Settimana n. 45/52
309° giorno calendario gregoriano;
56 a fine 2026

Casalora di Ravadese, Parma, 30 marzo 1865 – Parma, 5 novembre 1931
Vescovo di Parma e fondatore della Pia Società di San Francesco Saverio per le Missioni Estere, fu tra i protagonisti del rinnovamento missionario cattolico tra Ottocento e Novecento. Originario della campagna parmense, maturò in seminario il desiderio di dedicarsi all’evangelizzazione dell’Asia, ma una salute fragile gli impedì di partire personalmente. Trasformò così l’aspirazione missionaria in un progetto educativo e istituzionale: nel 1895 aprì un seminario destinato alla formazione di missionari, dal quale nacque la congregazione saveriana. Arcivescovo di Ravenna dal 1902 al 1904, lasciò l’incarico per malattia; dal 1907 governò la diocesi di Parma, promuovendo catechesi, formazione del clero, visite pastorali e associazionismo cattolico. Nel 1928 visitò le missioni saveriane in Cina. La sua esperienza unì responsabilità episcopale locale e attenzione alla dimensione universale della Chiesa, in un periodo segnato da profonde trasformazioni politiche e sociali. Morì a Parma il 5 novembre 1931; Giovanni Paolo II lo beatificò nel 1996 e Benedetto XVI lo canonizzò nel 2011. La sua memoria liturgica ricorre il 5 novembre.

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». (Lc 15,1-10)