Frase del giorno
Cristo, mia speranza, è risorto.

Sì, ne siamo certi:
Cristo è davvero risorto.

 

Domenica 12 Aprile 2026

Settimana n. 15/52
Giorni: 102 passati;
ne restano 253
alla fine dell’anno

Domenica della divina Misericordia

La Domenica della Divina Misericordia, istituita da San Giovanni Paolo II nel 2000, si celebra la prima domenica dopo Pasqua, tradizionalmente difeinita Domenica in Albis. Questa festa affonda le sue radici nelle rivelazioni private ricevute da Santa Faustina Kowalska, la “segretaria” della Misericordia, che ricevette da Cristo il compito di annunciare al mondo il Suo amore infinito. Al centro della celebrazione vi è l’immagine di Gesù con due raggi che scaturiscono dal cuore: uno rosso, simbolo del sangue, e uno azzurro, simbolo dell’acqua. L’essenza di questa giornata è l’invito alla fiducia in Dio, certi che nessun peccato sia più grande della Sua capacità di perdonare. I fedeli sono chiamati a riscoprire il Sacramento della Riconciliazione e l’Eucaristia come fonti di grazia. La promessa legata a questa festa è la remissione completa delle colpe e delle pene per chi si accosta con cuore puro. È un richiamo potente a vivere non solo ricevendo misericordia, ma diventandone testimoni attraverso opere misericordiose verso il prossimo. In un mondo spesso segnato da condanne e violenze, questa domenica ricorda che la pace scaturisce e si trova nell’abbraccio di un Dio che attende sempre il ritorno dei suoi figli.

Oggi la Parola di Dio

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. (Gv 20,19-31)


Riflessione domenicale