Sabato XX Settimana T.O.
IV settimana del salterio

S. Messa
Orario estivo

Eaux vives
martedi-domenica
19,00

Carouge
domenica
10,00

10-13 settembre 2026
Nell’anno giubilare francescano, promosso da Papa Leone XIV, pellegrinaggio sulle orme di San Francesco, Santa Margherita da Cortona e San Carlo Acutis

Frase del giorno
La vita non sempre si capisce mentre accade

Settimana n. 34/52
234 giorno del calendario gregoriano;
ne restano 131
alla fine del 2026

La festa di Maria Regina è stata istituita da Papa Pio XII nel 1955, in parallelo con quella di Cristo Re. In origine si celebrava il 31 maggio, alla fine del mese dedicato a Maria, ma oggi cade il 22 agosto, subito dopo l’Assunzione, per sottolineare il legame tra la sua glorificazione e la sua regalità. Maria è Regina perché è Madre di Cristo, il Re, e perché è la più santa tra tutte le creature. Pio XII, nell’enciclica Ad Coeli Reginam, ne ha illustrato i titoli regali: madre del Corpo mistico, regina della Chiesa e collaboratrice dell’opera di Cristo. Anche se ha vissuto con umiltà, Maria ha un ruolo speciale nel piano di Dio: unisce i discepoli e distribuisce le grazie ai fedeli. La sua regalità è amorevole e materna: dona ciò che ha ricevuto da Dio ai suoi figli. Per questo la Chiesa la invoca come madre e regina, lodata in cielo da angeli e santi. Maria è stata coronata con la verginità e la maternità divina, come annuncia l’angelo nel Vangelo: “Il Santo che nascerà da te sarà chiamato Figlio di Dio”.

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato». (Mt 23,1-12)