Piacenza, circa 1165 – Pavia, 16 dicembre 1229
Fu un ecclesiastico piacentino della seconda metà del XII e dell’inizio del XIII secolo, appartenente con ogni probabilità alla famiglia Scotti, una delle casate emergenti della Piacenza comunale. Formatosi tra i canonici regolari di Sant’Eufemia e probabilmente a Parigi, si affermò come predicatore, teologo e uomo di governo ecclesiastico. Eletto vescovo di Piacenza nel 1210, non ricevette tuttavia la consacrazione episcopale e governò la diocesi come vescovo eletto fino al trasferimento a Pavia. Nel 1216 fu consacrato da Onorio III e divenne vescovo di Pavia, dove svolse per tredici anni un’attività pastorale e politica strettamente legata alle complesse relazioni tra Chiesa, Comune, papato e Impero. Intervenne nelle controversie cittadine, cercò di favorire la riconciliazione tra Piacenza e Pavia e si occupò della disciplina del clero e della riforma degli enti ecclesiastici. Morì a Pavia il 16 dicembre 1229. Il suo culto, riconosciuto precocemente, ebbe una particolare ripresa nel XVI secolo, quando le sue reliquie furono trasferite nella nuova cattedrale e il suo nome entrò nel Martirologio Romano.