XXXI Settimana T.O.
III settimana del salterio

Frase del giorno
“
Educazione non è preparazione alla vita. E’ la vita stessa”

Settimana n. 45/52
308° giorno calendario gregoriano;
57 a fine 2026

Arona, Novara, 1538 – Milano, 3 novembre 1584
Fu uno dei protagonisti della riforma cattolica del XVI secolo e una figura decisiva per l’applicazione del Concilio di Trento. Nato ad Arona nel 1538, entrò giovanissimo nella carriera ecclesiastica e, grazie anche al legame familiare con papa Pio IV, assunse responsabilità di primo piano nella Curia romana. Ordinato sacerdote e consacrato vescovo nel 1563, scelse poi di risiedere stabilmente a Milano, dove promosse una trasformazione capillare delle istituzioni ecclesiastiche, della formazione sacerdotale e della cura pastorale. Istituì seminari, convocò concili provinciali e sinodi, visitò un territorio vastissimo e si impegnò nel rinnovamento della catechesi. La sua azione, segnata anche da conflitti con autorità civili e comunità religiose, divenne particolarmente nota durante la peste del 1576-1577, quando organizzò soccorsi e assistenza. Morì a Milano il 3 novembre 1584 e fu canonizzato da Paolo V nel 1610.

In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo». (Lc 14,25-33)