Lunedi XXV Settimana T.O.
I settimana del salterio

P. Carlo
60° di ordinazione sacerdotale

P. Mauro
40° di ordinazione sacerdotale

Bellissima festa. Grazie a tutti!

Frase del giorno
“Le azioni che fai potrebbero essere l’unico sermone che alcune persone potrebbero ascoltare oggi”

Settimana n. 39/52
265 giorno del calendario gregoriano;
ne restano 100
alla fine del 2026

I secolo dopo Cristo
Matteo era un esattore delle tasse a Cafarnao quando Gesù lo chiamò e lui lo seguì subito, lasciando tutto. Nei Vangeli Luca e Marco è chiamato anche Levi, ma tra i Dodici Apostoli appare come Matteo. Poco si sa della sua vita, ma scrisse un Vangelo, originariamente in aramaico, destinato soprattutto ai cristiani ebrei, mostrando Gesù come compimento della Legge mosaica e collegando continuamente i suoi insegnamenti all’Antico Testamento. Matteo racconta anche il futuro della comunità di Gesù e del Regno, con la venuta del Figlio dell’Uomo. Il suo Vangelo, tradotto in greco, divenne strumento di predicazione e liturgia. Matteo è citato negli Atti degli Apostoli, presente all’elezione di Mattia e alla Pentecoste, predicò in Palestina e viene venerato dalla Chiesa come martire.

In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori». (Mt 9,9-13)