Mercoledi XXII Settimana T.O.
II settimana del salterio

10-13 settembre 2026
Nell’anno giubilare francescano, promosso da Papa Leone XIV, pellegrinaggio sulle orme di San Francesco, Santa Margherita da Cortona e San Carlo Acutis

Frase del giorno
“Solo l’amore innesta l’eternità nella nostra vita mortale”

Settimana n. 36/52
245 giorno del calendario gregoriano;
ne restano 120
alla fine del 2026

† Parigi, Francia, 2/3 settembre 1792
Una folta schiera di martiri cattolici trovò la morte in Francia all’inizio del settembre del 1792, nel pieno della Rivoluzione Francese, condannati per essersi rifiutati di prestare l’empio giuramento imposto al clero. Tra essi uno è già stato dichiarato Santo, ben 439 sono già venerati come Beati e per altri 593 Servi di Dio sono in corsi i processi per il riconoscimento del martirio. Il 17 ottobre 1926 Papa Pio XI beatificò 191 martiri delle cosiddette “stragi di settembre”, ai quali il Martyrologium Romanum dedica quattro commemorazioni tra il 2 ed il 3 settembre, in base al giorno ed al luogo della morte. Il religioso Fratel Salomone Leclerq, appartenente ai Fratelli delle Scuole Cristiane, faceva originariamente parte di questo gruppo di 191 Beati e più specificatamente era tra i 95 uccisi il 2 settembre nel convento carmelitano. In seguito al riconoscimento di un miracolo attribuito alla sua intercessione, Fratel Salomone è però stato canonizzato singolarmente il 16 ottobre 2016 da Papa Francesco. Il gruppo oggetto della presente consta dunque ora di 190 martiri ed è capeggiato dai vescovi Jean-Marie du Lau d’Allemans (arcivescovo di Arles), François-Joseph e Pierre-Louis de la Rochefoucauld (rispettivamente a capo delle diocesi di Beauvais e Saintes), con i loro compagni chierici e religiosi appartenenti a varie diocesi e congregazioni, nonché il nobile laico Charles-Regis-Mathieu de la Calmette de Valfons.

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagòga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo. Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato». E andava predicando nelle sinagòghe della Giudea. (Lc 4,38-44)