XXVII Settimana T.O. – III settimana del salterio

Frase del giorno
“Il Signore ti benedica e ti custodisca. Mostri a te la sua faccia e abbia di te misericordia. Volga a te il suo sguardo e ti dia pace (S. Francesco)”

Settimana n. 41/52
281 giorno del calendario gregoriano;
ne restano 84
alla fine del 2026

Un gruppo di 107 Fratelli Maristi per tradimento vennero presi prigionieri sulla nave “Cabo San Agustín”, in Barcellona, il 7 ottobre 1936. Portati nella prigione San Elias, durante la notte del 8 ottobre, 46 di loro, tra cui Fr. Laurentino, Provinciale, Fr. Virgilio, Visitatore, il maestro dei novizi, il direttore dello scolasticato e molti direttori di scuole, vennero portati nei cimiteri di Barcellona e fucilati. Il vice provinciale, Fr. Eusebio, già li aveva preceduti nel martirio. 172 Fratelli Maristi troveranno una morte violenta durante la persecuzione del 1936, in Spagna, una violenta persecuzione anti-cattolica e repressione politica scatenata durante i primi mesi della guerra civile spagnola iniziata con il colpo di stato del 17-19 luglio 1936.
Nei territori controllati dal Fronte Popolare (repubblicani, anarchici, comunisti e socialisti), la Chiesa cattolica venne ritenuta alleata dei militari ribelli e delle classi conservatrici. Solo nel 1936 furono uccisi la stragrande maggioranza dei quasi 10.000 ecclesiastici vittime del conflitto, tra cui 12 vescovi, migliaia di sacerdoti, seminaristi, frati e monache. Si stima che circa il 70% delle chiese spagnole subì saccheggi, incendi o distruzioni. Questi atti furono spesso il risultato di un’esplosione di anticlericalismo e di rivolte incontrollate di milizie anarchiche e di sinistra, scavalcando in molti casi lo stesso governo repubblicano. Nelle principali città della zona repubblicana (come Madrid, Barcellona e Valencia), sorsero centri di detenzione e interrogatorio noti come Checas (ispirati al modello sovietico). Qui venivano portati senza garanzie legali o processi regolari oppositori politici, sospettati di simpatizzare per i nazionalisti, monarchici o cattolici. Molti di loro subirono esecuzioni sommarie, tra cui le tristemente note uccisioni di massa (come quelle a Paracuellos o gestite dalle Checas locali).
Parallelamente, nelle zone conquistate fin da subito dalle truppe nazionaliste guidate dai generali ribelli (tra cui Francisco Franco), si scatenò un’analoga e spietata repressione (“terrore bianco”) contro sindacalisti, militanti di sinistra, amministratori della Repubblica, intellettuali e chiunque fosse sospettato di lealtà verso il Fronte Popolare, portando a decine di migliaia di fucilazioni sommarie.

In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:
«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono. Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!». (Lc 11,5-13)