Frase del giorno
La felicità dipende più da quello che abbiamo nella testa che nelle tasche

Martedi 28 Aprile 2026

Settimana n. 18/52
Giorni: 118 passati;
ne restano 237
alla fine dell’anno

Santa Valeria

III sec.
Valeria, moglie di Vitale e madre dei santi Gervasio e Protasio, emerge dalle pagine agiografiche come una figura di ieratica bellezza e incrollabile fede. La sua storia, avvenuta nel III secolo, si dipana tra Milano e Ravenna, intrecciandosi con le persecuzioni cristiane e la leggenda dei suoi figli martiri. Donna di nobile lignaggio, Valeria sposa Vitale, ufficiale romano, e insieme educano i figli nel culto cristiano. Quando la persecuzione di Diocleziano sconvolge l’impero, la loro fede incrollabile li conduce verso il martirio. Vitale, dopo aver accompagnato al patibolo il medico Ursicino, subisce torture e infine la morte per lapidazione. Valeria, nel tentativo di recuperare il corpo del marito, si imbatte in una banda di idolatri che la percuotono selvaggiamente per la sua fede. Ferita e stremata, giunge a Milano dove, tre giorni dopo, spira tra le braccia dei figli. La sua morte non è vana. Gervasio e Protasio, ispirati dalla sua tenacia, vendono i loro beni e si dedicano alla fede, subendo a loro volta il martirio.

Oggi la Parola di Dio

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola». (Gv 10,22-30)


Riflessione domenicale