Martedi XXIII Settimana T.O.
III settimana del salterio

10-13 settembre 2026
Nell’anno giubilare francescano, promosso da Papa Leone XIV, pellegrinaggio sulle orme di San Francesco, Santa Margherita da Cortona e San Carlo Acutis

Frase del giorno
“La fede in Cristo mi aiuta a ricordare che mi è stata fatta una promessa importante”

Settimana n. 37/52
251 giorno del calendario gregoriano;
ne restano 114
alla fine del 2026

Oggi le chiese d’Oriente e d’Occidente celebrano la nascita di Maria, madre di Gesù. Secondo il Protovangelo di Giacomo, Maria nacque a Gerusalemme da Gioacchino e Anna; qui nel IV secolo fu costruita la basilica di sant’Anna, e la festa della sua nascita si diffuse poi a Costantinopoli e in Occidente. Dante e i Padri della Chiesa vedono in Maria la realizzazione del piano eterno di Dio: la sua nascita prepara il grembo umano per l’incarnazione del Verbo. Maria, fin da bambina, rappresenta l’umanità nuova, pronta ad accogliere Dio. La sua nascita viene celebrata non solo come quella di un santo, ma come l’inizio della salvezza, il compimento dell’amore divino. Come il tempio di Salomone accolse la gloria di Dio, Maria diventa il tempio vivente del Verbo incarnato, luce per le genti e simbolo della redenzione.

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi. (Mt 1,18-23)