XXVI Settimana T.O. – II settimana del salterio

Frase del giorno
“Le cose che amiano ci dicono chi siamo”

Settimana n. 40/52
275 giorno del calendario gregoriano;
ne restano 90
alla fine del 2026

Alençon, Orne, Normandia, Francia, 2 gennaio 1873 – Lisieux, Calvados, Francia, 30 settembre 1897
Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, nata Marie-Françoise-Thérèse Martin ad Alençon il 2 gennaio 1873 e morta nel Carmelo di Lisieux il 30 settembre 1897, è una delle figure spirituali più influenti del cattolicesimo contemporaneo. Entrata nel Carmelo a quindici anni, dopo un viaggio a Roma durante il quale aveva personalmente chiesto a papa Leone XIII di poter anticipare l’ingresso nella vita religiosa, trascorse nella clausura gli ultimi nove anni della sua breve esistenza. La sua esperienza spirituale si concentrò sulla fiducia nell’amore misericordioso di Dio, sull’umiltà, sull’offerta delle piccole azioni quotidiane e sulla vocazione missionaria vissuta attraverso la preghiera e l’amore. Questi temi confluirono nei tre manoscritti autobiografici successivamente riuniti, in forma profondamente rielaborata, nell’Histoire d’une âme. Morta di tubercolosi a soli ventiquattro anni, fu beatificata nel 1923 e canonizzata da Pio XI nel 1925. Nel 1927 fu proclamata patrona delle missioni insieme a san Francesco Saverio; nel 1944 divenne patrona secondaria della Francia e nel 1997 Giovanni Paolo II la proclamò Dottore della Chiesa, riconoscendo nella sua esperienza e nei suoi scritti una particolare rilevanza per la comprensione della vita cristiana.

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».(Lc 10,1-12)