† Colonia, Germania, IV/V secolo
La vicenda di Orsola e delle compagne presenta una distanza eccezionale tra la povertà delle testimonianze più antiche e la ricchezza del racconto medievale. La tradizione localizza il martirio a Colonia, l’antica Colonia Claudia Ara Agrippinensium, importante centro della provincia romana della Germania Inferiore. Qui, fuori dalle mura della città antica, si sviluppò un’area funeraria sulla quale sorsero edifici di culto cristiano. La presenza di una venerazione rivolta a vergini considerate martiri precede le grandi elaborazioni letterarie della loro storia.
La testimonianza fondamentale è una lastra iscritta, tuttora conservata nella basilica di Sant’Orsola, nota come iscrizione di Clematius. La sua datazione è generalmente collocata nella tarda antichità, spesso tra IV e V secolo, pur essendo stata oggetto di discussioni epigrafiche. Il testo presenta Clematius come un personaggio di rango senatorio, giunto dall’Oriente e mosso da visioni, che avrebbe restaurato dalle fondamenta, a proprie spese e su terreno proprio, una basilica già esistente. Il luogo viene indicato come quello in cui sante vergini versarono il sangue per il nome di Cristo. Una severa ammonizione proibisce di seppellirvi altri corpi, salvo quelli delle vergini.
L’iscrizione attesta soprattutto la memoria religiosa di un gruppo di martiri e la particolare sacralità attribuita alla loro sepoltura. Non nomina Orsola, non precisa quante fossero le donne, non ne indica la provenienza: ricorda il restauro di un edificio sacro nel luogo dove alcune vergini avrebbero versato il sangue per Cristo, senza indicarne nomi, numero o data del martirio. Attorno a questo nucleo si formarono racconti di viaggi, pellegrinaggi, promesse matrimoniali e persecuzioni. Orsola divenne patrona di Colonia e, molti secoli dopo, figura di riferimento per la Compagnia fondata da sant’Angela Merici. La memoria delle martiri resta distinta dalla storicità dei particolari della loro leggenda.